Il neurologo prof. Renzo Bassi risponde alle vostre domande
(381 - 385; 4 dicembre 2015 - 6 dicembre 2016).
385 - Il 6 dicembre 2016 L.P. ha chiesto:
"Egr. Prof. Bassi ... sono un collega chirurgo in pensione di a.66 affetto da circa dieci anni da M.Parkinson ben controllato da terapia medica ma che attualmente sembra essere diventata insufficiente(inizio effetto dopo circa un ora dal l'assunzione e durata tre ore o a volte completamente inefficace con blocchi on-off della deambulazione)
Terapia attuale: ore 7 stalevo 200+100+25
1cmp +1/2  cmp di sinemet 100+25 - ore 10,30 sinemet 100+25 1/2cmp - ore13,30 stalevo come sopra - ore 17,30sinemet 100+25 1/2 cmp - ore21 sinemet100+25 a R/M 1 cmp.
Mirapexin 0,7  1 cmp. Ore 9 - 16 -23.
Riporto terapia anti ipertensione per eventuali interferenze: Moduretic1/2 cmp al di - Atenolo 50 1/2 cmp X 2-aprovel150  1 cmp - Norvasc 5 mg.1 cmp. - cardirene 24 1 bustina.
Grazie e cordiali saluti."
  "Salve,
quando la terapia tradizionale sembra insufficiente a controllare il Parkinson è necessario rivolgersi ad un centro autorevole di Parkinson e disturbi del movimento al fine di revisionare la terapia medica , vedere se c’è indicazione e possibilità di alternative come infusione di apomorfina e/o trattamento chirurgico con impianto/stimolazione endocerebrale.
Non ho trovato nette controindicazioni con la terapia cardiologica.
Cordialità."
x x x x x
384 - Il 29 settembre 2016 L.C.ha chiesto:
"Egr. Prof. Bassi mia mamma 67 è ammalata di Parkinson da quasi 10 anni,da circa 1 anno non riesce a riposare la notte lamentando dolore alle gambe( da circa  2anni non si alza dalla sedia a rotelle)prende 1+1/2 Sirio 12,5/125 4volte al giorno rivotril 2mg mattina pomeriggio e sera, 2cp lorazepam 1 mg mattina e sera, quetiapina  e stilnox la sera ma con tutto ciò non abbiamo nessun beneficio...come fare?? Grazie"
  "Salve,
non riposa alla notte, ha dolori notturni alle gambe, non si alza dalla carrozzella, assume molti svariati farmaci - non c'è beneficio. Possono esserci varie cause, dalla depressione alla sindrome gambe senza riposo, gli effetti del Parkinson. o tutto insieme. molto
semplicemente serve una valutazione e sistemazione della terapia da un neurologo esperto in questa patologia. Non escludo utilità di supporto fisiatrico.
Cordialità."
x x x x x
383 - Il 10 settembre 2016 S.C. ha chiesto:
"Egr. Prof. Bassi
sono una parkinsoniana ormai da 10 anni ho 65 anni e, se fino a gennaio di quest’anno camminavo discretamente, da febbraio è iniziato un progressivo peggioramento fino ad un blocco quasi totale dei piedi.
Ho iniziato con ¾ di Madopar
1 Requip da 8 a rilascio prolungato al mattino
Sinemet alla sera
non trovando più il requip sono passata al ropinorolo da 12 sempre a r.p.
Poi 4 mesi fa mi è stato dato lo xadago da  50 per due gg ho toccato il cielo con un dito per poi toccare il fondo il terzo giorno
Nonostante il peggioramento sono andata avanti nell’assunzione fino a tre giorni fa quando , il medico mi ha detto di ritornare alla terapia precedente.
Faccio difficoltà a muovere un passo, ho il  freezing  continuo con il rischio di cadere.
Perché un crollo così repentino e inspiegabile?"
  "Salve,
un nuovo farmaco innovativo  come xadago necessita di molto temo per conoscerlo ed usarlo bene.
vi sono mote ragioni per una mancata efficacia di un farmaco e ci vorrebbe una analisi-conoscenza di molti dettagli della situazione clinica e farmacologica.
E' saggio in questi frangenti provare a sospendere e ritornare alla terapia precedente.
val la pena di rivalutare la terapia con uno specialista del settore , magari di un centro dedicato al Parkinson.
Cordialità."
x x x x x
382 - Il 29 dicembre 2015 F.L. ha chiesto:
"Egregio prof. Bassi, mia madre ha 79 anni ed è affetta da Parkinson-Alzheimer da 4 anni.  
Assume  1 compressa di Sinemet   da 100mg+25mg tre volte al giorno (ore 4:00-10:00-22:00) +1/2  compressa di  di Sinemet   da 100mg+25mg alle ore 16:00.  Accanto a questi farmaci prende 1 compressa di eutirox da 100 + 2 compresse di Calcio carbonato EG 1g+ 1 compressa calcetriolo teva 0,5 (in quanto nel 1988 le è stata tolta la tiroide per tumore maligno). 
Da sempre, dopo  aver assunto una compressa di Sinemet, si addormenta per almeno un'ora. Non riesco a capire mi potrebbe aiutare a individuare quali potrebbero essere le motivazioni?
Grazie"
  "Salve,
l'effetto collaterale-indesiderato di sonnolenza e attacchi di sonno è ben conosciuto con i farmaci contro il Parkinson in primo luogo anche Sinemet; direi quindi che l'addormentamento descritto dopo l'assunzione del farmaco è ben spiegato. La presenza di Alzheimer, l'età avanzata e pluripatologie  possono essere concause.
Consiglio  di discuterne con lo specialista che vi segue per vedere se vi sono o concorrono  altri motivi del disturbo e se conviene modificare la terapia.
Cordialità."
x x x x x
381- Il 4 dicembre 2015 R.L. ha chiesto:
"Egr. Prof. Bassi ...
mio marito è affetto da parkinson da 5 anni (ora ne ha 49). Durante questi anni è stato sempre sotto controllo del neurologo ed ha assunto fino a pochi giorni fa Azilect da 1 mg e Mirapexin da 3,5. Negli ultimi mesi si sono però verificati vari problemi: stanchezza e sonnolenza improvvisa, emicranie continue e una smania irrefrenabile al gioco dei gratta e vinci e varie slot. Nell'arco tra novembre 2015 e dicembre incontrollabilmente ed inspiegabilmente (stando alla sua spiegazione) si è ritrovato a giocarsi numerose somme di danaro a questi giochi di azzardo. Sono disperata! L'ultimo episodio si è verificato qualche
giorno fa (dopo che mi aveva giurato che non l'avrebbe più fatto) giocandosi tutto quello che aveva percepito poco prima (circa 1.000,00 euro). Ora la mia domanda è questa: può la malattia combinata con il mirapexin provocare tale irrefrenabile smania al gioco?
La prego di darmi una risposta sono molto disperata ed impaurita (quanto scende e tarda tanto vado nel panico).
Grazie ed attendo con ansia una Sua risposta."
  "Salve,
certamente la malattia di parkinson combinata con alcuni dopaminoagonisti (vedi  Mirapexin- azilect) può dare tendenza e dipendenza al gioco d'azzardo.
E' un problema importante per la frequenza del disturbo e  le implicazioni economiche e familiari,   che vede il rimpallo tra gli studiosi sulla maggiore responsabilità del farmaco o della malattia. La cosa fondamentale da fare è parlarne al più presto col neurologo che l'ha in cura.
Cordialità."